Visione cromatica dicromatica: come vede i colori il cane?

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Visione cromatica dicromatica: come vede i colori il cane?
 

Visione cromatica dicromatica: come vede i colori il cane?

Leggendo qua e là di vari argomenti cinofili, spesso mi perdo a pensare come realmente i cani vedano; nel caso specifico quali colori percepisce il nostro amico a 4zampe! Tra i vari argomenti trattati sul Web, uno di quelli che mi è piaciuto approfondire, è lo studio dei Dottori Neitz J. e Jacobs G. H. della “ US National Library of Medicine, National Istitutes of Healt ” conseguito nel 2009, con il nome di “Color vision in the dog “, lo studio è stato realizzato su un campione di tre cani, analizzando la discriminazione comportamentale di questi. Lo studio afferma quanto segue:

Le misurazioni delle funzioni di sensibilità spettrale a incrementi e test diretti di corrispondenza dei colori indicano che la retina del cane contiene due classi di foto pigmenti a cono. Questi due pigmenti sono calcolati per avere picchi spettrali di circa 429 nm. e 555 nm. I risultati dei test della visione dei colori sono tutti coerenti con la conclusione che i cani hanno una visione cromatica dicromatica.

Visione cromatica dicromatica: come vede i colori il cane?
 Foto di: www.qzlife.it

Possiamo incominciare ad immaginare come percepisce i colori il cane, dalla tabella qua sopra (Lunghezza visiva). Per farla semplice, potremmo dire che i nostri migliori amici, vedono perfettamente i colori: blu, giallo e grigio, mentre gli altri per loro corrispondono ad uno dei tre colori che sono in grado di riconoscere (a quello che gli assomiglia di più). Quindi il cane non vede il rosso ed il verde, pertanto riflettendo, ma perché molti dei giochi che compro ad Alf (per chi non lo sapesse, il mio fedele meticcione) invece sono rossi o verdi? I colori dei giochi sono scelti appositamente per loro o per chi li compra? Ergo la scelta del colore è studiata per attrarre l’interesse dell’umano e non quella del cane! Questo tipo di vista non è svantaggioso per il nostro amico, perché è un predatore, infatti il numero di coni e la loro tipologia (oltre la disposizione più laterale degli occhi rispetto alla nostra) permettono al peloso di vedere molto bene gli oggetti in movimento e quelli al buio, con una definizione certamente migliore di quella umana. Nello specifico, per il predatore è più funzionale riconoscere ciò che si muove al buio, piuttosto che il colore del coniglietto, del pennuto di turno o del grande erbivoro.

Visione cromatica dicromatica: come vede i colori il cane?
Foto di: www.damapio.net 

Il predatore canino ed i suoi antenati (lupi, volpi, coyote, etc.) ovviamente non si basano esclusivamente sulla vista, ma soprattutto sull’olfatto e sull’udito, ma avere il vantaggio di comprendere (vedendo) dove si sta nascondendo l’obbiettivo ha i suoi vantaggi. Il cane si presume quindi, che sia poco interessato alla sua preda “poco colorata”, ai fini dei suoi obbiettivi di caccia.Tutto sommato alla fine, il suo istinto si nutre del momento, degli stimoli della dopamina e della serotonina e quindi per quanto si possa immaginare dei colori poco gli importa, forse anche perché non avendo mai provato tutta la gamma non sa neanche che esistono (perdonate la banalità). Perdersi i colori però non vuol dire perdersi la luce, anzi, come diceva una mia famosissima amica cinofila gli antenati dei nostri cani e del lupo erano crepuscolari e così avevano ed hanno bisogno di un ottima vista anche in presenza di poca luce oltre che in pieno sole, così lo sviluppo della pupilla è decisamente maggiore, ad esempio, di quello di un uomo. Non per semplificare, ma solo per essere più chiari, potremmo immaginarci l’occhio come una macchina fotografica (magari ne parlerà meglio il mio amico, veterinario Emanuele Peccioli), quindi parafrasando, la pupilla è l’obbiettivo, mentre la retina è la pellicola e così, esattamente come una macchina fotografica, l’occhio produce continui piccoli o grandi aggiustamenti per vedere al meglio. Così questa pupilla più grossa fa entrare più luce, che va però a discapito della distanza visiva e della definizione dei particolari, ma è sicuramente più funzionale in prospettiva dell’azione predatoria. Per concludere vorrei sottolineare banalmente, come in primis l’organo primario con il quale il cane percepisce il mondo esterno è ovviamente il suo incredibile naso! 

Lancio un pensiero, sono e rimango un convinto animalista, a tutti i miei fratelli “cani di nessuno” quelli chiusi dentro ai box, lancio un pensiero a Yuma, una delle mie molossoidi preferite che aspetta da anni qualcuno che la porti via dal canile.

Visione cromatica dicromatica: come vede i colori il cane?
Nella foto: Yuma 

Loro vedono poco… perché da quel buco dove infilano il naso per vedere ed annusare fuori, si vede poco. Fratello, “cane di nessuno”, lotterò sempre affinchè il tuo sguardo non sia mai più interrotto da quelle sbarre….

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